
In alcune società primitive il ruolo del capo tribù era basato sulla meritocrazia o sulla scelta della comunità, e il confronto con le dinamiche sociali dei cani può essere utile e interessante, poiché anche nei branchi di cani esiste una gerarchia e un leader che guida il gruppo.
Nelle società primitive umane spesso il capo tribù guadagnava il suo status per le sue doti oratorie, la capacità di provvedere al benessere del gruppo e attraverso la generosità.
Questo tipo di leadership è basato sulla reciprocità e sul consenso. Nel contesto dell’addestramento classico dei cani, il concetto”capobranco” è stato spesso interpretato in modo rigido e gerarchico, von il leader che esercita un controllo dominante sul gruppo, ma studi hanno smentito questo pensiero portando alla luce dinamiche di gruppo basate su comunicazione e cooperazione piuttosto che sulla dominanza tirannica, passando quindi dall’addestramento moderno , spostando l’approcio a metodi più positivi e basati sulla ricompensa; tuttavia quando si lavora sulla ricompensa si vede il cane come una “macchina biologica” che risponde a stimoli e rinforzi, questo approccio può essere efficace per insegnare comportamenti specifici, ma non considera pienamente l’aspetto emotivo e sociale del cane.
Lavorando sulla relazione e sulla costruzione di legami si creerà un’atmosfera di fiducia e collaborazione tra il cane e il suo umano, perché può portare ad una maggiore comprensione reciproche una relazione più profonda e significativa. Quindi si potrebbe dire che l’approccio relazionale tiene conto delle esigenze emotive e sociali del cane, oltre a creare un legame più forte e duraturo, può aiutare a ridurre stress e ansia creando un ambiente più armonioso e socievole.
A volte i momenti più semplici racchiudono la saggezza più profonda. Lascia che i tuoi pensieri si calmino e la chiarezza ti troverà. Viviamo di emozioni e le emozioni vivranno con noi
Ma di cosa bisogna tener conto?
Non standardizzare, ma sviluppare strategie personalizzate per ciascun soggetto, come loro preferenze, paure, motivazioni e tenendo conto della loro unicità e bisogni specifici, lavorando sulla comunicazione efficace e fiducia reciproca, condividere e cooperare con altri colleghi e famiglie per un arricchimento reciproco aiutando a diffondere questo tipo di approccio.
Cosa accomuna le nostre società primitive a quelle canine?
L’importanza della coesione e della cooperazione essenziali per la sopravvivenza del gruppo si riversano nella capacità di comunicare tra i membri dello stesso, di condividere risorse e capacità condivisibili, traducendo il tutto nel concetto di sistemica famigliare.
Sarah Dellacasa

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