INTRODUZIONE
Il ruolo cruciale dei volontari cinofili: passione, dedizione, collaborazione e rispetto reciproco con i professionisti sono essenziali per il benessere animale.
ARTICOLO
La discussione ha esplorato in dettaglio il concetto di volontariato e il ruolo dei volontari nell’ambito cinofilo, con un focus particolare sulle strutture di accoglienza per cani. I partecipanti hanno condiviso definizioni, esperienze personali e riflessioni critiche, delineando un quadro complesso ma fondamentale.
🐾 Definizione e Valore del Volontariato
Il dibattito si è aperto con la definizione di volontariato, evidenziando la sua natura disinteressata e profonda:
- Sarah ha descritto il volontario come “colui che mette a disposizione tempo, spesso anche risorse per fare del bene a in questo caso i cani”, sottolineando come il volontariato sia “un insieme di persone che creano una rete che collaborando fanno il bene dei cani”.
- Gianluca ha aggiunto che si tratta di “attività senza scopo di lucro, che chiaramente fanno il bene… della società”, svolte “fuori dalle ore lavorative extra lavorative” e con “determinati scopi e obiettivi da mantenere”.
- Dario ha enfatizzato la natura profonda e non remunerata di questa scelta: “è una scelta portata da una passione… non remunerata a livello economico e quindi ha anche una valenza tra virgolette più profonda… uno, teoricamente un volontario proprio mosso dalla passione per quello che fa”, dedicando tempo, risorse economiche e sacrifici “a cuore aperto”.
- Marco ha riassunto il volontariato come “un atto spontaneo, non dovuto, non remunerato, perciò non è un lavoro… viene da dentro”, mosso da un interesse, in questo caso per gli animali.
🦴 Il Volontario come Spina Dorsale delle Strutture
È emerso chiaramente che i volontari sono la risorsa vitale per le strutture cinofile:
- Marco ha affermato che il volontariato è “la spina dorsale di chi [fa] andare avanti determinate strutture, determinate realtà mossi da passione”. Ha inoltre ribadito che “I volontari sono il motore assoluto del di quello che è il fare bene in una struttura, che sia un rifugio, un canile, un ente, un qualsiasi cosa.”
- La loro importanza è stata sottolineata in relazione al numero di cani presenti. Gianluca ha citato l’esempio di un canile con “un operatore e tre volontari per 200 cani” e un altro con “12 cani per 70 persone”, evidenziando come l’importanza del volontario sia “relativa anche al tipo di responsabilità che va a pigliarsi” e al “livello con cui va a confrontarsi”.
📚 La Necessità di Formazione e Collaborazione
Un punto cruciale della discussione è stata la formazione dei volontari e l’importanza di una base etologica:
- Sarah ha evidenziato che “è importante formarli perché comunque è importante che abbiano una base etologica del cane, una base di conoscenze etologiche del cane, ma anche delle responsabilità che ciò comporta”. Ha criticato la situazione in cui “molti volontari sono proprio lasciati allo sbaraglio con tantissimi cani e non sanno assolutamente come poterli gestire”, specialmente in strutture private spesso prive di figure professionali, finendo per “non essere il meglio per il cane”.
- Dario ha sostenuto che i volontari “vanno, diciamo, accompagnati, instradati, istruiti per, diciamo, dedicarsi al meglio”, poiché, pur mossi da passione, “non sono preparati a livello, cioè non sono formati per farlo”.
🗺️ Discrepanze Regionali e Culturali
Gianluca ha sollevato la questione delle differenze nel numero di volontari tra strutture del Nord e del Sud Italia, attribuendole a fattori culturali, alla percezione del randagismo (fenomeno dei cani randagi) e all’impegno richiesto. Ha spiegato che al Sud “ancora non c’è quella quell’attenzione che si dà al Nord verso gli tutti gli animali domestici in generale”. Ha anche menzionato come i canili del Sud, a differenza dei rifugi, tendano a “tener[e] lontano” le figure professionali, anche se previste per legge.
🤝 Il Ruolo dei Professionisti e il Rispetto Reciproco
I partecipanti hanno concordato sulla necessità di un’interazione armoniosa tra volontari e professionisti:
- Marco ha sottolineato che “noi professionisti dobbiamo ringraziare il fatto che esistono i volontari, perché senza di loro… è un’estensione del braccio”. Ha raccontato la sua esperienza di volontariato umile in un grande canile, seguendo il consiglio di un mentore (“entra umile nonostante chi sei, entra umile, chiedi cosa devi fare, chiedi dove c’è da pulire, non guardare i cani, non toccare i cani”), pulendo box e ascoltando i volontari non formati, definendola “l’esperienza più giusta e più corretta e più bella che uno che si approccia a questo mondo possa fare”. Ha consigliato di “Ascoltare gli altri volontari, iniziare a capirli, respirarli, seguirli, iniziare proprio a stargli dietro nel modo più umile possibile” per diventare volontari.
- Sarah ha aggiunto che i professionisti dovrebbero “sentire il volontario, che cosa ha visto in quel cane, cosa ha capito di quel cane”, poiché il loro vissuto quotidiano con il cane è “un grosso aiuto” per i professionisti.
- Sarah ha riassunto l’obiettivo comune: “non è un volersi mostrare più bravo, ma è ‘facciamoli star bene’, punto”.
❤️🩹 Motivazioni del Volontariato e “Altruismo Egoistico”
La discussione ha toccato le diverse motivazioni che spingono al volontariato:
- Gianluca ha menzionato che il volontario ideale ha “la voglia di mettersi a disposizione e collaborare, a prescindere da tutto il resto”, ma ha anche riconosciuto che ci sono motivazioni diverse, come chi lo fa “per riempire le giornate”, chi “crede di essere anche più bravo” e non vuole mettersi in discussione, o chi è “invogliato dall’amico”.
- Marco ha introdotto il concetto di “altruismo egoistico”, dove si fa del bene anche per un tornaconto personale, come “sent[irsi] di aver fatto del bene” o per “una sorta di ricompensa” sociale. Sebbene non sia negativo, è importante che non prevarichi il benessere dell’animale e che si abbia la “sensibilità in più” e un “minimo di conoscenza” di chi si sta trattando.
🏡 La Struttura Ideale e l’Importanza dell’Educazione
L’utopia di una struttura ideale è stata descritta come un luogo dove “gli interessi sono solo per i cani e i ruoli vengono rispettati”, con “uno scopo comune” da portare a termine.
- Gianluca ha parlato di un “buon sano nonnismo“, dove l’esperienza dei più anziani guida i nuovi, purché sia basato su “comunicazione e rispetto”. Ha concluso che “Un buon bilanciamento tra entrambe le figure [volontari e professionisti]… è quello che si ricerca… in una struttura utopistica.”
- Marco ha paragonato il canile a un’azienda, dove ci sono “due tipi di dipendenti” (volontari e involontari, i cani), e i cani sono “gli ospiti della struttura” mentre “i volontari sono i dipendenti”. Ha sottolineato che “la persona più importante non è il proprietario o il direttore generale, ma è l’operaio”, evidenziando l’importanza di chi opera alla base. Ha concluso che l’elemento chiave per un ambiente funzionale è l’educazione, che “vale in tutti gli ambiti” e permette alle persone educate di lavorare in modo sereno.
📖 Termini Tecnici Spiegati:
- Cinofilo: Relativo ai cani o al mondo dei cani.
- Randagismo: Il fenomeno della presenza di cani randagi o vaganti.
- Etologica: Relativo all’etologia, lo studio scientifico del comportamento animale. Una “base etologica” significa una conoscenza fondamentale del comportamento naturale dei cani.
- Normocomportamentali: Cani con un comportamento considerato normale o tipico per la specie.
- Morsicatori: Cani che hanno la tendenza a mordere.
- Patologici: In questo contesto, cani con problemi comportamentali gravi o patologie che influenzano il loro comportamento.
- Assetto: La struttura organizzativa o l’ordinamento di un luogo o di un’attività.
- Educatore cinofilo/Istruttore cinofilo: Professionisti specializzati nell’educazione e nella riabilitazione dei cani.
- Medico veterinario esperto in comportamento: Un veterinario con specializzazione nel trattamento dei disturbi comportamentali degli animali.
- Altruismo egoistico: Un tipo di altruismo in cui l’atto di aiutare gli altri porta anche un beneficio o una gratificazione personale a chi lo compie.
- Nonnismo: In questo contesto, si riferisce a una gerarchia informale o a una cultura della seniority, dove i più esperti o “anziani” nel ruolo possono influenzare o guidare i nuovi arrivati. Può essere “sano” se basato su mentorship e rispetto.
CONCLUSIONE
Insomma, abbiamo parlato di quanto sia fondamentale il volontariato, specialmente per i nostri amici a quattro zampe nei rifugi. È venuto fuori che i volontari sono un po’ l’anima di questi posti, gente che ci mette il cuore, il tempo e pure i soldi, senza chiedere nulla in cambio. Però, è chiaro che non basta solo la buona volontà: serve anche un po’ di preparazione, una “formazione” come si dice in gergo, per capire bene i cani e le loro esigenze.
Abbiamo visto che ci sono differenze tra Nord e Sud, e che a volte i volontari si trovano a fare i “supereroi” perché mancano figure professionali o perché le strutture non sono organizzate al meglio. La cosa più importante, però, è che professionisti e volontari vadano d’accordo, si rispettino a vicenda e lavorino insieme. Non è una gara a chi è più bravo, ma un gioco di squadra per far stare bene i cani. E sì, anche se a volte si fa volontariato pure per sentirsi bene con se stessi (il famoso “altruismo egoistico”), l’importante è che il benessere del cane sia sempre al primo posto. In fondo, come in un’azienda, il “dipendente” più importante è l’ospite, cioè il cane!
💡 Spunti per un prossimo articolo:
- Il Burnout del Volontario: Come prevenire l’esaurimento e mantenere alta la motivazione nei volontari cinofili.
- Finanziamenti e Sostenibilità: Modelli di finanziamento per i rifugi e l’impatto sulla qualità della vita dei cani e sul supporto ai volontari.
- Tecnologia e Volontariato: L’uso di app, social media e piattaforme digitali per ottimizzare la gestione dei volontari e le adozioni.
- Il Ruolo delle Istituzioni: Cosa possono fare i governi locali e nazionali per supportare il volontariato e migliorare le condizioni nei canili.
- Storie di Successo e Fallimento: Analisi di casi studio di strutture che hanno eccelluto o fallito nella gestione dei volontari e dei cani.


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